Disco (CD)

Roxy Music [Audioregistrazione]


Virgin, 1972
1 disco sonoro (CD) (ca. 45 min.) ; +

NomiRoxy Music gruppo musicale
Virgin Records (Editore)
Contiene 1. Re-make/re-model(Bryan Ferry) - 5:12

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Collocazione Biblioteca Prestabilità Stato Rientra Prenotazioni
CDM ROX 1733 Monfalcone Disponibile Disponibile 0
 

I Roxy Music inventarono un genere di rock futurista che faceva leva su una strumentazione jazz-rock, su un canto decadente, su melodie malinconiche e su ritmi ballabili, grazie al quale funsero da importante trait d'union fra il progressive-rock e il punk-rock. br / br / Una sequenza impressionante di capolavori (Virginia Plain, Remake/Remodel, Ladytron, Bogus Man, Editions Of Me, Do The Strand, Street Life) ne fa uno dei massimi complessi britannici di tutti i tempi. br / br / I Roxy Music nacquero nel 1971 dal sodalizio di cinque personalita' caratteristiche della seconda generazione "progressiva" britannica: lo scienziato futurista Brian Eno (tastiere), il teddy-boy Phil Manzanera ( chitarra), l'intellettuale decadente Brian Ferry (canto), il laureato al Convervatorio Andy McCay (sassofono), e Paul Thompson (batteria). br / br / Il sound del complesso era il frutto delle spinte reazionarie e di quelle avanguardistiche che riceveva in quel periodo la musica progressiva in piena crisi: i Roxy Music assorbivano le prime lezioni naif dell'elettronica mentre accettavano un ritorno ragionato al rock and roll e ai ritmi da ballo. br / br / Il risultato finale fu un genere di canzone elegante imperniato su una strumentazione densa ed eccentrica, su tastiere petulanti, ritmi incalzanti, fiati aggressivi, canto manierato. Nell'insieme un atteggiamento che sapeva produrre scorribande strumentali assai elaborate, ma sempre nell'ottica di una musica "corporale", piu` vicina al "rave-up" che alla suite psichedelica. Rock concettuale, ma molto pragmatico. br / br / A imporli come i capiscuola furono i capolavori del primo album, Roxy Music (Island, 1972). br / Il loro primo capolavoro era stato il 45 giri Virginia Plain (originariamente non compreso nell'album), archetipo delle loro canzoni a ritmo delirante: la pulsazione metodica, incalzata dalla marcetta del synth e dalle scansioni frenetiche di clarinetto, infiorettata di fratture e di piccoli rumori, di elettrici assoli chitarristici, di pianismi honky-tonk, di danze folk, e il ritornello orecchiabile di Ferry, la catapultarono in testa alle classifiche. Il tumulto delle tastiere, assimilando elettronica d'avanguardia, gag dadaiste e melodismi, creo` di fatto un nuovo stile allo strumento, liberandolo dal monumentalismo del flash-rock. br / Ancora piu` tipica del loro sound era la tempesta ritmica di Remake/Remodel, una filastrocca epilettica che ricicla su una cadenza forsennata, trafitta a passo di carica dall'ipnotico riff di sax, con il contrappunto di un coro minaccioso di schizoidi, e con una coda strumentale sincopata che e` intessuta di assoli dissonanti, cacofonie astratte ed effetti spaziali. br / br / Un'ouverture elettronica di segnali cosmici, fra cui si fa largo una tenue melodia al sax alto, si spalanca sul marziale flamenco psichedelico di Ladytron, cantato dal baritono reboante di Ferry e devastato da galoppi strumentali di inaudita violenza, fatti di riff onirici di sax e di cascate ritmiche di synth e chitarra distorta. br / br / La propensione a mutazioni e incroci di generi e` ancor piu` palese nei brani che si ispirano direttamente ad un genere del passato. L'honky tonk di If There Is Something trascende prima in una serenata tragica, poi in una romantica jam di jazz-rock, in un appassionato brano da camera con struggente assolo di sax alto, per finire in un lamento nevrotico con coro sinistro di sottofondo che viene lanciato in una progressione celestiale. Non meno camaleontico e` il presunto rock and roll scatenato di Would You Believe, con martellante piano boogie, volteggi selvaggi di sax e assolo di chitarra alla Berry. br / br / La serenata androide di 2 HB inventa la "cocktail music" dei '70, che sara` uno dei marchi di fabbrica di Ferry: un canto affusolato, spezzato dalle tipiche progressioni melodiche, la compattezza armonica degli strumenti, con il sofisticato intercalare dei fiati e il discreto pullulare delle tastiere, le liriche cerebrali, l'atmosfera da cabaret decadente. br / br / Sul fronte piu` avanguardistico si situano The Bob, mosaico astratto di rumori liberi, di suoni disgregati, di supersoniche jam di free-jazz e di gag da music-hall, e le distorsioni allucinogene di Chance Meeting, che, in un sottofondo di pianismo da camera, compongono uno psicodramma ossessivo, scandito dal canto psicotico, straniato, allucinato, di Ferry. br / br / Il viaggio dentro l'incubo si fa sempre piu` tetro. Il deliquio sconnesso di Sea Breezes lambisce la tenera disperazione di Buckley, librandosi teso e tremante in una delicata filigrana di accordi classicheggianti; poi arranca lungo sincopi nervose, costellato di rumori d'ogni sorta (tastiere, solfeggi di sax, distorsioni chitarristiche), per ripiegare nuovamente nella malinconia piu` struggente. Il finale, Bitters End, e` un'ultima gag di montaggio armonico: a ritmo di un flamenco bislacco e con il contrappunto di un coro doo-woop, Ferry intona un languido crooning da chansonnier parigino. br / br / In conclusione i Roxy Music inventano almeno quattro nuovi generi di canzone rock: lo psicodramma di Chance Meeting e Sea Breezes, la danza futurista di Virginia Plain e Remake/Remodel, la ballata mutante di Ladytron, If There Is Something, Would You Believe, e la litania decadente di 2 HB e Bitters End. br / br / Cio` che fece del gruppo un caso rivoluzionario furono il denso impasto di citazioni, peraltro tipico dell'art-rock inglese, e l'incessante attacco sonoro, sostenuto dal battito implacabile di Thomas, dal minimalismo epilettico di Brian Eno, e dalle sfrenate corse pirotecniche di Mackay e Manzanera. Eno, Mackay e Manzanera pennellano stupende gag ai rispettivi strumenti, inventando ciascuno un nuovo stile di accompagnamento. E Bryan Ferry, alla voce, suggella il tutto per uno dei più importanti album della storia.

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